Non lo so

Qualunque cosa sia l’ispirazione, nasce da un continuo “Non lo so”.

dal Discorso tenuto in occasione della cerimonia di conferimento del premio Nobel, 7 dicembre 1996, in La prima frase è sempre la più difficile
di Wisława Szymborska
(Terre di mezzo, 2012)

La paura

Adesso che certi giorni c’è il sole, io e Haoran facciamo i giri con la bici. Sale sul cannone della mia bici e poi mi dice dove devo girare. Lui non si stanca di stare seduto sul cannone, io invece da piccolo mi ricordo che mi faceva malissimo il culo. Non so come fa. Vuole sempre andare lontano, nei posti che non ha mai visto. Ci sono delle vie a Santarcangelo che io neanche sapevo che esistessero. Ieri siamo arrivati, non mi ricordo come, su una strada chiusa che finisce sulla ferrovia. I binari passavano lì a due metri, c’era solo una rete di mezzo. Abbiamo aspettato il treno, e quando è arrivato il vento ci ha spostato indietro. Un rumore fortissimo. Abbiamo avuto un po’ paura. Haoran ha detto che è meglio se non ci torniamo più, su quella strada. Io ho pensato che la paura ci salva sempre.

Il finimondo

Io sono per l’erotismo puro. Il sentimento è una cosa e l’erotismo un’altra. Ci sono soggetti portati per l’erotismo e ci sono soggetti portati per il sentimento. È raro che un uomo e una donna siano portati per tutti e due insieme. In questi casi è il finimondo.

da Il serpente
di Luigi Malerba
(Mondadori, 1989)

Nei posti bio

Sono andato a comprare una pizza da asporto, ma fuori pioveva, allora l’ho mangiata in macchina. Non me l’hanno neanche tagliata. Una marinara da sei euro, bio qualcosa. Ero parcheggiato davanti alla pizzeria, ho mangiato al buio perché se mi vedevano pensavano che ero scemo. Ho preso anche un caffè, gliel’avevo chiesto da asporto. «Non li facciamo da asporto, non abbiamo i bicchierini». Ho detto: «Ma (imbecille) mettilo nel bicchiere di plastica normale, è lo stesso». «Non abbiamo come chiuderlo». «Lo lasci aperto, no (testa di cazzo)?». Tra parentesi ci sono le parole che non ho detto ma che ho pensato. Questa gente che lavora nei posti bio si è fritta il cervello.

Coperta

Giovanni, dieci anni, ucraino

Io sono una povera coperta triste
che fascio povere persone
tristi
che mi spezzano il cuore.
Quando li riscaldo
provo un sentimento
molto bello
come la felicità
ma la cosa
più bella
è quando la gente
non è triste.

da Ma dove sono le parole?
a cura di Chandra Livia Candiani
(Il primo amore, 2015)

Tutto al maschile

Non so come, l’antipatia per mia moglie cresceva e arrivò a un punto che non ne sopportavo la presenza. Però dovevo sopportarla. A lei per il momento non dissi niente, ma credo che se ne fosse accorta perché appena apriva bocca le dicevo stai zitta vecchia, oppure stai zitto vecchio, perché avevo preso l’abitudine di voltare tutto al maschile. Anche in negozio. Mi ricordo, dissi a un cliente che i francobolli non andavano attaccati sull’album con il collo. Volevo dire con la colla. Mi ero ridotto poco alla volta in cattivo stato e il medico dal quale andai a farmi visitare mi disse basta che si riposi un po’.

da Il serpente
di Luigi Malerba
(Mondadori, 1989)

Il cadavere di un insetto

Agli angoli delle strade comparvero carretti carichi di banane che mia madre non comprava per paura delle infezioni (sulla punta della banana c’è il cadavere di un insetto).

da Il serpente
di Luigi Malerba
(Mondadori, 1989)

Orologini

Ci sono ancora certe ragazze che hanno quegli orologini da polso, col quadrante tondo, piccolo, che mi sono sempre piaciuti, solo che gli orologini così sono solo da donna, e io non ne ho mai potuto avere uno. Comunque, “quadrante tondo”, che parole.

Lucina

Anche stamattina, appena ho aperto il computer l’ho attaccato al caricabatterie, e il primo pensiero è stato “Speriamo che si accenda la lucina”. E anche stamattina la lucina si è accesa.