L’estetica no

E una conferenza che Brodskij tiene a Vienna, nel dicembre del 1987, finisce con una frase che, forse, riassume l’estetica di Brodskij (Brodskij, tra etica ed estetica, propone di puntare sull’estetica, perché l’etica può essere simulata – “Non c’è niente di più facile che simulare i nobili princìpi” – l’estetica no).

 

da I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa (1820 – 1991)
di Paolo Nori
(UTET, 2019)

Lettura

C’è un tempo, di fuori, strano, che mi ha fatto pensare che si potrebbe fare un gruppo di lettura, per l’inverno, di libri, fra quelli che vengono qui a leggere, c’è la mia email, se volete scrivetemi che lo mettiamo insieme, ci scriviamo, o ci vediamo su Zoom, cominciamo a settembre. Oppure niente.

Regno dei cieli

Fuori ci son dei trabiccoli, tipo due bachechine appoggiate per terra che si reggono una sull’altra, dove il parroco scrive dei messaggi evangelici, non so, per esempio ai tempi del Crac della Parmalat scriveva delle cose del tipo È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel regno dei cieli.

 

da Mi compro una Gilera
di Paolo Nori
(Feltrinelli, 2008)

 

Omicidio a Easttown

Se qualcuno di quelli che vengono qui, a leggere, cerca una serie tv, ho appena finito di vedere Omicidio a Esttown, è un giallo, sì, ma il tema è la disperazione, e l’urgenza, anche, ed è bellissima, c’è anche caso che la riguardo.

Riccio

Di sera, quasi tutte le sere, io vado a leggere alle Serre, mi siedo sempre nello stesso posto, su una sdraio, vicino alla siepe, e quasi tutte le sere, verso le undici e mezza, mezzanotte, passa un riccio, lì alla siepe, si fa tutta la siepe per il lungo. Sono due mesi, che io, quasi tutte le sere, alle undici e mezza, mezzanotte, quando passa il riccio, salto su dalla sdraio, che a sentire il rumore che fa, fra le foglie della siepe, e l’erba, prendo uno spavento, che quindi subito anche lui, si spaventa, e si ferma, e si chiude, un po’, e insieme mi guarda, e io lo guardo, allora poi, di solito, da due mesi a questa parte, io mi allontano due, tre minuti, e il riccio riparte, poi, va per la sua siepe.
Stasera, l’ho sentito arrivare, non ho preso spavento, sono rimasto seduto sulla sdraio, soltanto, mi sono girato a guardarlo, il riccio si è fermato, mi ha guardato, ma non ha avuto spavento, non si è chiuso, è poi ripartito lungo la siepe, e per poco non ho pianto, e ho pensato che io vorrei questo appuntamento col riccio, tutte le sere, per sempre, davvero, per sempre, si potesse.

Cantonata

Che cantonata, oggi. Sono settimane, che mi dico, questa cosa devo farla, che mi interessa, mi ci devo iscrivere, sì sì, ma ho rimandato, rimandato, poi oggi mi sono deciso, ho mandato la mail, a quelli di questa cosa, per iscrivermi, che in settimana comincia, è ora. Niente, sono finiti i posti, non ci si può più iscrivere. Che cantonata.
Lo impari, mi sono detto, ‘sto giro lo impari. Sarà vero?

L’immagine di un letto

Isabel non fa mai pensare a una camera da letto. Patricia, invece, la associo sempre all’immagine di un letto.
Dicono… Ma io non do peso a quello che dice la gente. Tanto per cominciare, diffido dei pettegolezzi. E poi nutro un’istintiva ripugnanza per l’indiscrezione, e a maggior ragione per la calunnia.

 

da La mano
di Georges Simenon
(Adelphi, 2021)

L’anno scorso

A me succedeva che quando avevo tredici anni, ripensando a quando avevo dodici anni pensavo Certo che l’anno scorso ero stupido. Dopo quando avevo quattordici anni, ripensando a quando avevo tredici anni pensavo Certo che l’anno scorso ero stupido, eh? Dopo quando avevo quindici anni, ripensando a quando avevo quattordici anni pensavo Certo che l’anno scorso ero messo in un modo. Che stupido, ero. Ecco, io adesso che l’anno scorso ero più stupido di quest’anno è un po’ che non lo penso più. Mi succedono invece delle cose, nella mia vita, che mi vien da pensare che tra poco penserò Certo che l’anno scorso ero furbo.

 

da Mi compro una Gilera
di Paolo Nori
(Feltrinelli, 2008)

 

Di un bene

Settimana di Ferragosto, social staccati, Bologna mezza vuota, oggi ho fatto il vaccino, sono settimane che metto a posto il mio romanzo, che fra un po’ ci siamo, ma si sta di un bene, in vacanza non ci vado neanche se me la regalano.